lunedì 19 dicembre 2005

nessuno tocchi caino

A Roma, alle undici di sera, è un po' complicato trovare un ristorante o una trattoria dove mangiare qualcosa. A Napoli ho cenato anche all'una di notte e, anche se non è salutare (notate il gesto non la manina) mangiare tardi la sera, si va a nanna più contenti. Non ci diamo per vinti e siamo premiati, una trattoria ci fa sedere.
Mio fratello Marco è venuto a trovami... mmmh, in realtà gli serviva un posto dove dormire a Roma perchè domani parte per Valenzia (viva l'España!). Dove ero rimasto? ah si, la trattoria!
Il posto è molto rustico, con orribili affreschi di vita popolare lungo tutte le pareti. In alto alle mie spalle troneggia una televisione accesa. Siamo costretti a prendere dei secondi dato l'orario, ma soprattutto siamo costretti a prendercene altri una volta finito i primi. Quindi dopo il filetto con i contorni vari, ci aspetta un bel piatto di abbacchio allo scottadito con altre patate di contorno poi il dolce.
Dalla televisione, d'un tratto, si ode una voce conosciuta. E' inconfondibile, è il nostro presidente del consiglio che si cimenta in uno spot preelettorale vomitevole. Il padrone di casa è Bruno Vespa e la farsa è preparata alla perfezione. Il punto di vista cambia, i suoi soliti corteggiatori cambiano faccia e ti ritrovi un giornalista come Feltri, che attacca animatamente Berlusconi, solo per permettergli di controbattere e uscirne pulito. L'unico vero antagonista è il più blando dei sindacalisti, Luigi Angeletti, che ha il mordente di un chihuahua.
L'anziano padrone del locale si anima e comincia a raccontarci delle ingiustizie del paese fino ad arrivare al problema dei diversi persi e misure della nostra giustizia. "Uno che ruba 100 milioni di euro non va in galera e uno che ruba una mela si, si chiama furto agreste".
"Io ho un amico che faceva la guardia carceraria" - continua - "lui sai che faceva? quando arrivava un detenuto nuovo ed era un pedofilo, gli altri andavano a prendersi un caffè e lui con un bastone di ferro lungo così, lo menava, ma tanto quello è un pedofilo, uno che rovina i bambini, all'ultimo gli ha fratturato il bacino e ... ma quello è un pedofilo..." si ma la mia faccia non nasconde che non approvo, non ho voglia di cominciare un dibattito, almeno non con una persona anziana con le idee radicate dal tempo. Nessuno tocchi caino.

PS: la vera sorpresa è stato il conto. Una bastonata che non vi immaginate.

5 commenti:

Peri-Peri ha detto...

peccato che una cena così "succosa" l'abbia dovuta rovinare un nanetto col tupè... ma tanto oramai gli restano pochi altri giorni di (mal)governo... poi tutti a casa...
... un'altra cosa... ma tuo fratello non si chiamava Gennaro... no perchè se hai anche un altro fratello che si chiama Marco comincio a credere che sia una congiura contro di te... Marco, Marco, Marco, Marco, Marco, Marco, Marco, Marco, Marco, Marco, Marco e ancora Marco... BASTAAAAAA... non se ne può più... domani, prima di venire a lavoro, passo all'anagrafe e cambio nome... da domani mi chiamerò... GENNARO!!!!

Freeariello ha detto...

Il nanetto col tupè l'ho visto anche io ieri sera... solita solfa del comizio mascherato da intervista/confronto con Vespa che ogni quarto d'ora più o meno provava ad inserirsi nella tiritera "senzasputoperterra" di Silvio.
Nessuno che contestasse sul serio le Palle che diceva. Mi ha fatto piacere però il tono diretto di Della Valle che usando il "tu" gli ha chiesto di avere almeno la decenza di non propinarci i soliti schemetti e disegnini e di evitare di farsi ridere dietro ostinandosi a dire che in questi 5 anni non ha sbagliato niente di niente...

Anonimo ha detto...

devo dire che anche io quando ho letto "mio fratello Marco" sono stata tre ore a riflettere su chi fosse...:)
claudia

il fravecatore ha detto...

Lo confesso, ho un fratello che si chiama Marco. Adesso è in Spagna, ma questa è un'altra storia...

Freeariello ha detto...

Tra l'altro è proprio diverso dai due fratelli maggiori :-)