il nulla, nella sala più bella dell'auditorium, la più grande, quella più spaziale, il nulla.
Vogliamo dire che il concerto di Kruder & Dorfmeister è stato poco entusiasmante? non possiamo, sarebbe troppo poco...
Non sono fatto per ascoltare due tizi che mettono su dei dischi seduto su una poltrona. Mi sono sentito in imbarazzo. Compito, seduto comodamente a non ascoltare. C'era veramente poco da sentire, quel poco che si poteva ascoltare magari era ballabile, ma seduto su una sedia a stento muovi la testa.
E poi c'era l'lui, l'uomo che aveva capito tutto.
l'uomo che aveva capito tutto era seduto su uno sgabello di fianco alla console, dove Kruder & Dorfmeister si sono alternati a cambiare i dischi, sorseggiava vino e ogni trenta minuti diceva tre parole alla fine delle quali un bel delay ci faceva riascoltare l'ultima vocale del suo mirabolante pensiero.
Per poco Spazio5, che era seduto al mio fianco, stava per salire sul palco. Aveva realizzato che l'uomo che aveva capito tutto necessitava di capire l'ultima cosa... l'ultima.
Non lo so quante volte è successo in vita mia, ma siamo andati via prima della fine del concerto, verso le 23 e 30, non so quanti minuti mancavano alla fine, ma erano di sicuro troppi.
Kruder & Dorfmeister li possiamo ascoltare in casa, in un'atmosfera familiare assieme agli amici, l'auditorium era troppo grande per loro. Ma forse sono io che non capisco sta storia dei Dj...
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