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martedì 14 ottobre 2008

ho appena finito di combattere con il cesso

cessoNon è un racconto sulla stitichezza, ma la saga della lotta di sir. Vincenzo e lo scarico del bagno. Qui la magia non c'entra niente, è una storia di merda come tante altre.
Tutto cominciò quando un giorno Vincenzo andò a fare la cacca e dopo aver tirato lo scarico, qualcosa rimase a galla.
Da questo punto in poi le avventure si sprecano; chi non si ricorda episodi come: Vincenzo e lo stura lavandini e Vincenzo e la vasca allagata... l'ultimo non in ordine di importanza fu Vincenzo e la malsana idea di fare la lavatrice.

Alla fine arriva la ditta di spurgo e spurga. Non è servito nè un esercito nè prodi cavalieri, due operai e tanti soldi che vincenzo ha anticipato sperando che qualcuno glieli rimborsi.

Gli operai vanno via e lasciano a Vincenzo un finale che potrebbe essere l'inizio di una nuova serie: Vincenzo e l'igiene, storia in cui il nostro protagonista lava il bagno tre volte con tanto di torcicollo immaginandosi il mondo fuori, il sole, il vento e l'odore del mare.

giovedì 29 maggio 2008

Un pezzo di pane intriso di ragú.

Un pezzo di pane intriso di ragú. E' il primo ricordo che ho di mia nonna.
Quando arrivavo al ristorante del nonno, da bravo bambino andavo a salutare tutti. Arrivavo sull'uscio della cucina e non entravo. Salutavo con la manina e la voce esile e speravo. "bello 'o ciaccariello mio!", la nonna mi prendeva la faccia tra le mani e mi baciava il pezzo di guancia che, spremuta a dovere, usciva a comprimermi l'occhio.
Adesso non mi ricordo se lo faceva sempre ma mi ricordo l'odore e il desiderio che provavo di mangiare quel pezzo di pane intriso di ragú. Lei tornava in cucina, io aspettavo fuori, pochi secondi di attesa e poi il pezzo di pane rosso fumante si dirigeva verso di me. La nonna in quel momento era invisibile e quell'odore era inconfondibile. Per me era una cosa straordinaria.
"nonna grazie ma non lo voglio", "mangia bello della nonna". Ed io mangiavo.

domenica 27 aprile 2008

la qualità della vita passa anche per un luogo in cui vivi dove trovi pace e tranquillità e casa mia lo è. Vivo in un quartiere silenzioso e ancora con qualche giardinetto, un quartiere che vive anche di se stesso e si alimenta della vita sociale dei suoi abitanti. Questi ultimi hanno organizzato una festa per il 25 aprile proprio nella piazzetta vicino casa mia. Sono stati due giorni molto belli, pieni di gente e di partecipazione, sia per il tema della lotta partigiana, un tema che non va più di moda ormai, sia per l'allegria e il clima di festa.

Poter tornare a casa dalla festa in pochi passi è bellissimo, senti ancora la musica da lontano, trovare una cacca umana sotto la tua finestra, e tanta, lo è di meno. L'ho tolta stamattina, era secca ma puzzava ancora.

sabato 19 aprile 2008

ride bene chi ride ultimo

Ho rinvenuto questo mio vecchio racconto in un altrettanto vecchio HD dimenticato in un cassetto. Quasi quasi ci faccio un cortometraggio...
Eravamo in cucina ieri, Gennaro e io. Si chiacchierava sul più e sul meno, su quale dei due fosse il simbolo più bello, quando arriva Francesco. Entra nella stanza, ci guarda incuriosito, poi afferma, con tono pacato ma deciso: "non mi va che in questa casa si parli male di me!".
Gennaro mi guarda, io mi volto, e poco più di un secondo dopo scoppiamo in una fragorosa risata. Francesco lancia un urlo, e con pugno chiuso ci intima di smettere. A stento riusciamo a trattenerci.
"Chi ha parlato male di te?" gli chiedo.
"Ti vogliamo tutti bene, risponde Gennaro, prima abbiamo riso solo perchè avevi una faccia..."
"Basta!" Francesco sembra stravolto, ci guarda inorridito e scappa via....
"Smettila di piangere" gli corro dietro, cerco di fermarlo, ma non riesco a trattenere le risate e peggioro la situazione.
Gennaro nel frattempo non riesce a muoversi dalla cucina, continua a ridere e a ridere, ormai è accasciato al suolo. Lo raggiungo, e vedendolo in quello stato non posso proprio trattenermi. Dalle risate mi piscio addosso. Ad un certo punto SDONK! la porta che sbatte; Francesco è scappato; le risate diminuiscono. Guardo Gennaro e lo vedo un po' perplesso, e di nuovo giù a ridere da starci male!
Un altro SDONK! Francesco è ritornato. Arriva in cucina, afferra un coltello e si scaglia contro Gennaro. Io ancora in preda a mille risate assisto a quel massacro, ridendo ancora di più.
Gennaro adesso è in un mare di sangue, continua a ridere, a ridere, a ridere, ma dopo un po' si accascia al suolo, morto.
Francesco a quel punto si gira verso di me, ha gli occhi iniettati di sangue e una faccia come non gliel'avevo mai vista prima. Non ce la faccio e ricomincio a ridere, a ridere, a ridere.
Il mio sangue si mischia alla pipì che mi ero fatta addosso prima, faccio veramente schifo, ma non riesco a smettere di ridere. Poi anche per me arriva la fine.
Francesco riprende fiato, è stanchissimo. Dopo aver sbudellato due persone si è stanchi davvero. Lascia cadere a terra il coltello insanguinato, e si accascia al suolo, distrutto, e poi comincia a ridere, a ridere, a ridere.

(ride bene chi ride ultimo)