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domenica 31 ottobre 2010

il titolo di questo blog

Impassibile, fermo nello sguardo a fissare gli attrezzi da lavoro e i pezzi ancora ordinati nel cartone appena aperto. Ci proviamo a immaginare a cosa sta pensando?

Forse pensa che sarà divertente, come tanti anni fa con il meccano e i mattoncini Lego. Forse pensa che si è rotto il cazzo di montare mobili. Forse pensa che il lavoro fisico lo nobiliterà e lo distrarrà da tutti i suoi pensieri.

Adesso che ha finito pensa che gli fa male tutto. Non è bello sentirsi addosso tutti i muscoli indolenziti? E' rimasto tutto il giorno chiuso in casa a montare mobili, trapanare e avvitare. Adesso è seduto, non desidera muovere più un muscolo. L'ultima impresa con il trapano a combattere contro le mattonelle del bagno è stato il colpo di grazia. Però è soddisfatto. Ha fatto tutto quello che era in programma. Le tante piccole cose rimandate per un giorno come questo: uggioso, di festa e senza programmi.

- Alla fine come è andata?
- Mi sono accorto che per due ore ho pensato solo ad una cosa. Non mi capita mai. Ormai sono abituato a fare 120 cose da un minuto più che una da 2 ore. La differenza che c'è tra un twit e un post di un blog. Non è male la sensazione, mi piace. Ma adesso mi voglio riposare.

domenica 13 luglio 2008

ci risiamo con gli acquisti.

Eccoci di nuovo con in mano una carta di credito e nell'altra una bustina contente il nostro effimero piacere dell'acquisto. Ho comprato una telecamera. Non è importante sapere che telecamera, comunque si tratta di una panasonic hdc-sd5, ma del fatto che come al solito sapevo che mi avrebbe procurato un piacere temporaneo, che sarebbe stata la mia dose di shopping.

Quasi ho chiesto scusa al commesso di avergli fatto perdere tempo con il mio acquisto, mi sembrava di comprare una cosa di cui non ne avevo bisogno, non un bisogno strettamente indispensabile, quindi che gli stessi facendo perdere tempo appresso ad un mio vizio.

Sono dell'opinione che non si debba cedere all'impulso dell'acquisto e cerco in tutti i modi di reprimerlo. Si deve combattere, c'è poco da fare, è necessario combattere perchè tutti i giorni ci vogliono convincere che la cosa migliore da fare è spendere: comprare per far muovere l'economia, comprare per essere più ricchi, comprare per vivere meglio.

Non sono il tipo da soldi sotto il materasso, non sono un tirchio, almeno credo. Il mio attaccamento ai soldi è legato ad un impulso strettamente di sopravvivenza. Non miro a divenare ricco e non miro a vivere tutta la vita senza lavorare (il gratta e vinci che ti cambia la vita). Voglio non spedere i soldi solo perchè me l'ha detto Steve Jobs e mi stupisco come ogni volta che lui presenti qualcosa di nuovo è proprio quello che cercavo da tanto...

In poche parole ho comprato la mia telecamera, è bella, leggera, figa e portatile. E' una Full HD, significa con una risoluzione di 1900*1080, che è veramente tanto. Mi è costata 599 euro e spero tanto che mi dirà tante soddisfazioni, ma soprattutto mi costringerà a tante ore in più davanti al computer a fare montaggi.

Spero di regalarvi presto qualche minuto video divertente.

domenica 29 giugno 2008

i luoghi comuni che sono realtà

Come è chiaro a tutti, la destra a vinto. All'Italia serviva un cambiamento, l'Italia ha pensato che tornare indietro era meglio. Affidarsi all'odio era più importante che affidarsi all'amore. Diffidando degli altri ha scelto di affidarsi a se stessa credendo di poter preservare quel poco che aveva. Se è poco e posso permettermi solo un SUV e non due, meglio impedire che questa ricchezza possa essere divisa tra tante persone... e poichè non posso prendermela con il vicino italiano che pure mi sta sul cazzo me la prendo con gli immigrati che tanto sono tutti ladri e puzzano e poi lasciano le lattine di birra nella piazzetta dove gioca mio figlio... sono delle bestie.

Allora succede che questa scelta si ripercuote su di loro, sulle persone che stanno peggio. Che è già difficile lasciare il proprio paese e ricominciare da capo, da zero. Che la famiglia è numerosa (dalle parti nostre si fà così) e non so più che lavoro invertarmi prima di poter mettere su un po' di soldi per aprire un'attività, perchè tanto non posso fare l'impiegato con il colore della pelle che ho.


ROMA
C’è pure la televisione, per raccontare come la gioventù romana si diverte a Trastevere il venerdì sera. L’ora dell’aperitivo. Le vie attorno a piazza Trilussa gremite di persone. Cinque o sei bancarelle di venditori ambulanti. Un ragazzo ha appena regalato un paio di orecchini alla sua fidanzata. Le sirene della polizia colgono tutti di sorpresa. Non è un semplice controllo: tre macchine e una camionetta vuota che ha tutta l’impressione di dover essere riempita. È la prima operazione contro i venditori ambulanti dopo l’entrata in vigore del decreto sicurezza, che amplia i poteri per i sindaci in materia di ordine pubblico. Mi fermo ad osservare, come molti altri. Non è curiosità, la mia. È un istinto di controllo. (segue...)

domenica 27 aprile 2008

la qualità della vita passa anche per un luogo in cui vivi dove trovi pace e tranquillità e casa mia lo è. Vivo in un quartiere silenzioso e ancora con qualche giardinetto, un quartiere che vive anche di se stesso e si alimenta della vita sociale dei suoi abitanti. Questi ultimi hanno organizzato una festa per il 25 aprile proprio nella piazzetta vicino casa mia. Sono stati due giorni molto belli, pieni di gente e di partecipazione, sia per il tema della lotta partigiana, un tema che non va più di moda ormai, sia per l'allegria e il clima di festa.

Poter tornare a casa dalla festa in pochi passi è bellissimo, senti ancora la musica da lontano, trovare una cacca umana sotto la tua finestra, e tanta, lo è di meno. L'ho tolta stamattina, era secca ma puzzava ancora.

domenica 2 marzo 2008

il programma della sinistra arcobaleno


Ho deciso per chi voterò alle prosime elezioni, l'ho deciso anche se forse ho sempre saputo la risposta.
L'ho deciso dopo averci pensato perchè il miraggio di poter governare mi stava allettando, poi ho ricordato chi sono, ed io sono di sinistra.

Ho deciso di partecipare attivamente a questa campagna elettorale, c'è bisogno di sinistra in questo paese, c'è bisogno dei valori che mi hanno accompagnato per tutta la vita.

Mio nonno era comunista. Mio nonno era un fascista. Entrambi rappresentati fedelissimi dei due schieramenti.
Ho sempre avuto un'affinità innata per quello comunista, le cui parole erano di fratellanza, di appartenenza. Il nonno fascista, partito volontario per la guerra in Africa, aveva parole di violenza, piene di io, me, e al massimo un lui.

Io sono di sinistra. Non sono un comunista. Il comunismo non mi piace, non mi piace più. Anche quello, nell'attuazione di quelle idee da parte degli uomini, ha causato danni che non mi auguro si ripetano. Non me la immagino l'italia comunista, ma spero che le persone con uno sguardo amichevole nei confronti degli stranieri, con l'idea che pensare all'uomo sia più importante che pensare al profitto, che una delle discriminanti di una scelta possa essere anche il suo impatto ambientale, abbiano sempre dei rappresentanti in parlamento.

Il mio voto serve a quello, a poter avere una voce simile alla mia in parlamento. Simile il più possibile. Poi se la mia voce non è accompagnata da altrettante tali da poter governare è un altro discorso. Non voglio rinunciare alle mie idee.

Di seguito i punti del programma della sinistra arcobaleno.
1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza
2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito
4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti
5. Libertà e autodeterminazione femminile
6. La pace, il disarmo
7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima
8. Le "Grandi Opere" di cui il Paese ha bisogno
9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà
10. La casa è un diritto, non una merce
11. Convivenza, inclusione, cittadinanza
12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro
13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
14. Una informazione libera, pluralista, democratica

sabato 27 ottobre 2007

Forza Napoli!!!

Mi sento il sangue ribollire nelle vene, è più forte di me e non me lo spiego. Sono un tifoso? forse lo siamo tutti nell'animo. Non so come anche una persona come me, disinteressata al calcio e alla tifoseria, si sia tanto entusiasmata. Non sono contento che ha vinto il Napoli, io me lo sentivo proprio, me lo sentivo nello stomaco e tutt'ora mi sento che vorrei urlare.
Ma come si possono sentire i tifosi veri? Quelli che il Napoli non hanno smesso di seguirlo mai. Quelli che hanno pianto e si sono disperati quando è finito in c2.
Questo mio sentimento lo voglio dedicare a loro, non mi appartiene, non me lo spiego, ma ho fatto un salto indietro di 15-20 anni, quando da ragazzino lo seguivo il Napoli, come adesso lo sentivi scorrere nelle vene.
Chi a quel tempo non tifava per il Napoli?

Ho trovato questa storia che racconta di quando il Napoli vinse il primo scudetto è breve e vale la pena di leggerla.

Oggi è tutto diverso e il Napoli sta dando spettacolo. Abbiamo vinto! E non è come quando vince la nazionale, mi sembra di più. E' di più.