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domenica 31 ottobre 2010

il titolo di questo blog

Impassibile, fermo nello sguardo a fissare gli attrezzi da lavoro e i pezzi ancora ordinati nel cartone appena aperto. Ci proviamo a immaginare a cosa sta pensando?

Forse pensa che sarà divertente, come tanti anni fa con il meccano e i mattoncini Lego. Forse pensa che si è rotto il cazzo di montare mobili. Forse pensa che il lavoro fisico lo nobiliterà e lo distrarrà da tutti i suoi pensieri.

Adesso che ha finito pensa che gli fa male tutto. Non è bello sentirsi addosso tutti i muscoli indolenziti? E' rimasto tutto il giorno chiuso in casa a montare mobili, trapanare e avvitare. Adesso è seduto, non desidera muovere più un muscolo. L'ultima impresa con il trapano a combattere contro le mattonelle del bagno è stato il colpo di grazia. Però è soddisfatto. Ha fatto tutto quello che era in programma. Le tante piccole cose rimandate per un giorno come questo: uggioso, di festa e senza programmi.

- Alla fine come è andata?
- Mi sono accorto che per due ore ho pensato solo ad una cosa. Non mi capita mai. Ormai sono abituato a fare 120 cose da un minuto più che una da 2 ore. La differenza che c'è tra un twit e un post di un blog. Non è male la sensazione, mi piace. Ma adesso mi voglio riposare.

domenica 6 luglio 2008

Ci provo con un delirio di parole a scrivere di nuovo su questo blog. Se non mi butto e comincio a scrivere finisco che non scrivo niente. Sono a casa mia, computer davanti a gli occhi con un leggero languorino, giustificato dal fatto che ho mangiato circa 3 ore fa. Che faccio mi rimetto a cucinare? Forse azzanno due taralli.

Arrivati a questo punto sarete rimasti veramente in pochi, poche e selezionatissime persone che si fanno emozionare all'idea di scoprire la fine del tarallo. Vi anticipo la fine: il tarallo lo mangerò ma solo dopo aver finito di scrivere questo post. Mi torturo con la fame e con l'astinenza da minzione. Non mi chiedete perchè, in fondo al vostro cuore sapete che il vero contatto con il proprio corpo lo si percepisce con la sofferenza. Se solo quando ci fà male un muscolo scopriamo quante volte al giorno lo utilizziamo, così tratteniamo la pipì pur di aver un contatto fisico con la nostra vescica. E sentiamo che pulsa dentro di noi qualcosa e ci accorgiamo che siamo più complicati di quanto sembriamo. Troppo facile con la panza, basta un attimo e il tatto ce ne descrive la consistenza e, nel mio caso, l'abbondanza. Quello che non possiamo fare e toccarci la vescica, quindi per darle l'attenzione che merita indugiamo nell'atto di mingere.

La mia vescica è timida, forse si è accorta che parlavo di lei e ha pensato di uscire di scena. Adesso però di che parlo? Parlo di questo blog che una volta aveva tante cose da raccontare e che adesso non rappresenta più uno sfogo per me. Non sono i contenuti che mancano, troppe cose avrei da raccontare. Quello che manca è la voglia di mettere in parole i miei pensieri. L'esercizio di stile. E' questo che per me ha sempre rappresentato questo blog. Divago un attimo. Mi sono accorto che il rumore dei tasti riecheggia fuori alla finestra. Anche gli uccelli sono andati a dormire e a dare fastidio al vicinato siamo solo io con il mio pigiare sui tasti e un cane, che stancamente abbaglia molto raramente. Sono fortunato a vivere in un quartiere silenziosissimo.

Ritorno a me. Quello che vorrei e riabilitare una parte del mio cervello che non sto usando più. Il mio lato creativo, che mi spingeva a raccontare in video e parole le cose, mi sta lentamente abbandonando. Troppo lavoro si potrebbe dire, ma sarebbe riduttivo. Ho sempre lavorato tanto a fasi alterne ma, sempre, riuscivo a trovare il tempo per scrivere, perchè ne avevo bisogno. Adesso? Cosa è cambiato?
Troppe cose sono cambiate al cominciare dal fatto che tanto lungo, un post non l'avevo mai scritto. Sempre perso tempo a ritagliare, eliminare le parole inutili, riassumere.
C'è troppo poco tempo, dobbiamo sintetizzare. Il messaggio deve essere chiaro dalla prima riga per dare la possibilità al lettore di cambiare pagina se l'argomento non è di suo interesse.

Non riesco a concludere, potrei continuare a lungo ma non voglio essere uno strazio ne per i miei vicini ne me voi lettori, sempre che ci siate e che siate arrivati qui. Sarò realista: è per i miei vicini.

Buona notte o buon giorno che sia...

mercoledì 13 dicembre 2006

torno all'aspetto di prima... meglio? ci eravate affezionati? ...ci eravate? ma con chi sto parlando? devo essere impazzito, parlo da solo.

lunedì 11 dicembre 2006

la fraveca cambia, passa alla versione beta di bloggers... questo significa avere anche i feed dei commenti, come mi chiedeva qualcuno, e qualche comodità in più... ho anche cambiato look, una prova, aspetto commenti.